Fin dall’inizio mi è piaciuta l’idea (semplice, sono piemontese anche io!) e visto che ci troviamo in un periodo in cui il mercato dell’editoria e in costante crollo ma i dati delle testate locali sono in controtendenza, credo che Quotidiano Piemontese e il suo team meriti tutti i migliori complimenti per l’idea e i migliori auguri per costruire una testata giornalista all’altezza del mio territorio.
Forza Vittorio, Franco e Vittorio e viva il Piemonte (e Fossano in particolare :) )

La vera passione

by Enrico

A volte ci sono quei post che avresti voluto scrivere tu, ma per qualche motivo non ci sei ancora riuscito perchè magari ti è mancato qualcosa per esprimere il concetto in modo corretto.

Beh, riprendendo una citazione Zen  pubblicata da Fabio Lalli - posso dire che con queste parole  si descriva fedelmente cosa si prova quando senti di “giocare” nel tuo quotidiano lavoro.

Trovo questa citazione semplicemente fantastica:

Chi è maestro nell’arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero, fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione.
Con difficoltà sa cos’è cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando.
Lui pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.
L’ho voluta riprendere perchè cosi saprò dove rileggerla di tanto in tanto.
Update: la citazione è di Enrico Castellano, Co-founder and Director presso Italian Angels for Growth.

Visto che non sono solo io il povero tesista che il 22 aprile esporrà il suo studio sulle reti sociali e il passaparola online.. con piacere scrivo questo post per chiedere un aiutino anche per Mattia, un compagno di facoltà che sta sviluppando una tesi sulla personalizzazione dell’offerta informativa dei siti web.

La tesi che tratterà vuole esaminare le strade intraprese fin ora da alcuni importanti player, quali Yahoo o Amazon, nella personalizzazione degli applicativi web al singolo utente per accrescere l’interesse e migliorare le fasi di acquisto.

Proprio per questo ha stilato un veloce questionario composto da 15 domande riguardanti la personalizzazione di Yahoo! e Amazon. Sono domande molto generali sul quale successivamente Mattia andrà ad approfondire.

Si tratterebbe di compilare questo documento e inviarlo a superframat chiocciola hotmail.com. Si compila in un minuto…mattia sarà molto grato…

Parlando del “passaparola” nella mia tesi devo necessariamente informarmi su tutti gli aspetti attinenti.

Una delle ricerche interessanti di ieri, mi ha portato ad approfondire il concetto dei “Sei gradi di separazione” o “Teoria del mondo piccolo“, sentito per la prima volta nel podcast di nova24 del dicembre 2006, con la pubblicazione sulla testata dell’articolo BigBlogBang, la parziale rete sociale costruita da Ludo con i dati recuperati fino a quella data con Blogbabel.

Scopro, che negli ultimi mesi sono stati lanciati una serie di esperimenti su IM e social network.

Ad esempio, i ricercatori Eric Horvitz e Jure Leskovec dipendenti Microsoft hanno esaminato nel corso del 2006, 30 milioni di conversazioni, pari a 4.5 terabytes di dati utili, e dopo aver maturato tutto il percorso analitico hanno riscontrato che i gradi di separazione tra una persona ed un’altra persona qualsiasi dell’ecosistema Microsoft Messenger sono, secondo una media ponderata, 6.6. Qui alcuni dettagli e lo studio in pdf.

Una media quindi che continua ad essere confermata seppur non siano ancora stati effettuati studi sull’intero ecostima dell’IM.

Ancora più interessante sono però gli ultimi due esperimenti sulle reti sociali effettuati sul social network Facebook.

Il blogger programmatore Karl Bunyan ha infatti inserito un nuovo applicativo all’interno chiamato “Six Degrees” che permette di contare i passaggi necessari per raggiungere all’interno del network per raggiungere una persona ben identificata ma tecnicamente sconosciuta dall’utente.

Beh, il risultato del 19 marzo 2008, anche se in parte criticabile perchè dipende da chi possiede l’applicazione, resta sorprendente perchè conferma la media dei soliti 6 passaggi (5,98) per raggiungere l’utente desiderato.

Il secondo caso è stato invece generato da Steve Jackson che trattando il tema delle reti sociali all’interno del suo libro The Watcher, ha pensato bene il 28 novembre 2007 di creare un gruppo per esaminare quanto affermava. Il risultato è anch’esso interessante: il 13 dicembre 2007 ha raggiunto 1 milione di utenti, il 18 dicembre 2 milioni di utenti. Ora il gruppo supera i 4 milioni di utenti.

Con quest’ultima analisi non si è certamente confermato la regola dei 6 gradi di separazione ipotizzata agli inizi del 1900 (qualcuno accredita la prima ricerca a Marconi altri a Stanley Milgram: entrambi hanno esaminato infatti questa teoria su due ambienti differenti) ma resta comunque un interessante dimostrazione: internet ha permesso di oggettivizzare il concettodelle reti sociali tra persone.

La notizia di ilcomunicatore, dell’apertura della nuova testata GiornaleWeb, fa pensare.
Augando un buon lavoro alla redazione, ho provato a navigare il nuovo sito ma, non me ne vogliano, mi rendo conto che questa testata cosi com’è mi convince poco, non basta.. ci vuole di più.. ma di più in che senso? e in che direzione?  Attualmente non esiste testata che presenti degnamente questo "di più".. perchè?

Da una parte infatti tra riviste, giornali,  blog etc. siamo sormontati dall’informazione e seppur siano nati strumenti e applicazioni più o meno social, per selezionare e recepire le informazioni nel caos presente, non è ancora nato lo strumento definitivo (e difficilmente ciò avverrà). Questo però richiede un ulteriore sforzo alle testate giornalistiche nel proporre contenuti di qualità senza sormontare di informazioni l’utente. 

Dall’altra le stesse testate giornalistiche seppur inizino ora con timidi cenni a buttarsi nell’infinito mondo del web, non sono ancora riuscite a trovare la formula giusta per proporsi in modo concreto ed efficace sul web mantenendo questa qualità nei contenuti per convogliare l’attenzione dell’utente.

Parlando sia di testate giornaliste online e testate giornaliste online e offline, con un po’ di ricerca e grazie anche all’aiuto di luca, ho provato a cercare progetti nazionali e internazionali evoluti in questo ambiente, ma nel complesso non ho trovato alcun idea che veramente ora come ora stia abbracciando e integrando il web valorizzandolo a dovere. Tutto certamente si lega ai ritorni economici e quindi ovviamente alle potenzialità di internet e all’attenzione che riesce a catturare. Non esiste ancora un modello di business in sostanza.

Attualmente a livello italiano il progetto più evoluto è Nova24 con Nova100 del Sole24ore nel quale, oltre all’integrazione dei blog (e l’acquisto di blogosfere) dei giornalisti e esperti di innovazione, si prova a sviluppare nuovi ambienti applicativi e di incontro come Ispirazione di NovaLab: tentativi buoni o meno buoni per proporre delle novità sulla rete.

 E’ un paio di giorni quindi che ragiono su quale possa essere il modello quasi perfetto di una testata giornalistica sul web.

Beh, certamente c’è bisogno di interazione e condivisione con e tra utenti: c’è bisogno quindi di commenti, foto e video e testi degli utenti. immaginate una "notizia integrata". Questo concetto si lega anche alla regola ormai già definita più volte: un ambiente web è vincente se non trattiene l’utente nel proprio sistema forzatamente.

C’è bisogno di notizie di qualità: difficile variabile da raggiungere quando non si ha un modello di business che paga, ma anche in questo caso una massa critica importante di utenti può in parte essere la leva giusta per ottenere maggiore informazioni.

C’è bisogno di semplicità: l’ambiente in cui navigo deve essere familiare, dove non ci sono "trappole" o lungaggini pubblicitarie. L’utente ha bisogno di raggiungere il contenuto rapidamente.

C’è bisogno di velocità: mi fà sorridere come il keynote abbia dato vita ad una lotta tra MacRoumors e Engadget proprio su questo punto. Chi informa prima a parità di altre caratteristiche è certamente vincente nel lungo periodo.

C’è bisogno di…?

Sto provando a costruire, per ora nei meandri della mia testolina, una struttura che a piccoli passi possa raccogliere questi punti. Ho infatti l’opportunità di sviluppare un progetto "carta – web" che parte da zero in questo contesto dove posso rilasciare tutta la mia creatività web senza limiti (per ora ; - ) ) ma sono certo che seppur possa pensare e incastrare miliardi di cose, difficilmente riuscirò a rispondere a tutto e al allo stesso tempo vorrei poterlo costruire partendo da ciò che veramente gli utenti desiderebbero. Io continuo ad approfondire.. voi cosa aggiungereste alla mia lista precedente?

Io intanto continuo a pensare e vi faccio sapere come prosegue..

Pagina successiva »