La notizia di ilcomunicatore, dell’apertura della nuova testata GiornaleWeb, fa pensare.
Augando un buon lavoro alla redazione, ho provato a navigare il nuovo sito ma, non me ne vogliano, mi rendo conto che questa testata cosi com’è mi convince poco, non basta.. ci vuole di più.. ma di più in che senso? e in che direzione?  Attualmente non esiste testata che presenti degnamente questo "di più".. perchè?

Da una parte infatti tra riviste, giornali,  blog etc. siamo sormontati dall’informazione e seppur siano nati strumenti e applicazioni più o meno social, per selezionare e recepire le informazioni nel caos presente, non è ancora nato lo strumento definitivo (e difficilmente ciò avverrà). Questo però richiede un ulteriore sforzo alle testate giornalistiche nel proporre contenuti di qualità senza sormontare di informazioni l’utente. 

Dall’altra le stesse testate giornalistiche seppur inizino ora con timidi cenni a buttarsi nell’infinito mondo del web, non sono ancora riuscite a trovare la formula giusta per proporsi in modo concreto ed efficace sul web mantenendo questa qualità nei contenuti per convogliare l’attenzione dell’utente.

Parlando sia di testate giornaliste online e testate giornaliste online e offline, con un po’ di ricerca e grazie anche all’aiuto di luca, ho provato a cercare progetti nazionali e internazionali evoluti in questo ambiente, ma nel complesso non ho trovato alcun idea che veramente ora come ora stia abbracciando e integrando il web valorizzandolo a dovere. Tutto certamente si lega ai ritorni economici e quindi ovviamente alle potenzialità di internet e all’attenzione che riesce a catturare. Non esiste ancora un modello di business in sostanza.

Attualmente a livello italiano il progetto più evoluto è Nova24 con Nova100 del Sole24ore nel quale, oltre all’integrazione dei blog (e l’acquisto di blogosfere) dei giornalisti e esperti di innovazione, si prova a sviluppare nuovi ambienti applicativi e di incontro come Ispirazione di NovaLab: tentativi buoni o meno buoni per proporre delle novità sulla rete.

 E’ un paio di giorni quindi che ragiono su quale possa essere il modello quasi perfetto di una testata giornalistica sul web.

Beh, certamente c’è bisogno di interazione e condivisione con e tra utenti: c’è bisogno quindi di commenti, foto e video e testi degli utenti. immaginate una "notizia integrata". Questo concetto si lega anche alla regola ormai già definita più volte: un ambiente web è vincente se non trattiene l’utente nel proprio sistema forzatamente.

C’è bisogno di notizie di qualità: difficile variabile da raggiungere quando non si ha un modello di business che paga, ma anche in questo caso una massa critica importante di utenti può in parte essere la leva giusta per ottenere maggiore informazioni.

C’è bisogno di semplicità: l’ambiente in cui navigo deve essere familiare, dove non ci sono "trappole" o lungaggini pubblicitarie. L’utente ha bisogno di raggiungere il contenuto rapidamente.

C’è bisogno di velocità: mi fà sorridere come il keynote abbia dato vita ad una lotta tra MacRoumors e Engadget proprio su questo punto. Chi informa prima a parità di altre caratteristiche è certamente vincente nel lungo periodo.

C’è bisogno di…?

Sto provando a costruire, per ora nei meandri della mia testolina, una struttura che a piccoli passi possa raccogliere questi punti. Ho infatti l’opportunità di sviluppare un progetto "carta – web" che parte da zero in questo contesto dove posso rilasciare tutta la mia creatività web senza limiti (per ora ; - ) ) ma sono certo che seppur possa pensare e incastrare miliardi di cose, difficilmente riuscirò a rispondere a tutto e al allo stesso tempo vorrei poterlo costruire partendo da ciò che veramente gli utenti desiderebbero. Io continuo ad approfondire.. voi cosa aggiungereste alla mia lista precedente?

Io intanto continuo a pensare e vi faccio sapere come prosegue..

Negli ultimi tempi sono alle prese con lo sviluppo di alcuni progetti di comunicazione di ampio raggio e particolarmente interessanti perchè fortemente orientati ad applicazioni web.
Trattandosi ovviamente di progetti innovativi lo sviluppo e la partenza effettiva dei progetti segue un iter piuttosto lungo ma si spera che possano prender forma quanto prima. Non vedo l’ora di parlarne quando il progetto inizierà a prender forma, perchè c’è bisogno di critiche e tanta partecipazione!..

A tale proposito intanto, la società Mediantech sta ricercando giovani community manager / Pr e content manager con buone conoscenze della rete e delle logiche del web e/o esperti di comunicazione multimediale e multicanale, per gestire il progetto di community nazionale e collaborare in una redazione di contenuti. Se percaso siete interessati potete inviare direttamente all’indirizzo generale la vostra candidatura.

Non ho mai utilizzato questo tipo di servizio, ma negli scorsi giorni colto dalla curiosità della loro newsletter che in genere cancello senza troppa attenzione, mi hanno cuminicato che il negozio di riferimento della mia zona ha sospeso (temporaneamente?!) il servizio.
Sono quindi andato a curiosare anche sul sito e ho trovato la semplice frase “Volendo dal 2 Gennaio non effettuerà più consegne”: ciò significa probabilmente che non solo il negozio della mia zona non effettuerà più consegne, ma che l’attività di volendo si è arenata nel suo complesso.

Ciò che mi colpisce e che “Volendo” è stato un case history di cui si è parlato molto soprattutto 4-5 anni fa nell’ambito universitario, promosso come esempio di business web di successo italiano.

In genere, per mancanza di tempo, sto fuori dalle discussioni che parlano di "classifica dei blog".
Inizialmente ero interessato alla classifica, ora utilizzo Blogbabel e compagni principalmente per la ricerca di contenuti all’interno di queste classifiche che, secondo me, è il vero valore aggiunto di questi applicativi. Ovviamente la discussione sul post di giovy "Alberelli, bicchieri e.. link" non sono però riuscita a evitarla e quindi ho dato un’occhiata al post e ai commenti.

A parte il fatto che non sapevo che ci fossere alcune scaramucce tra blogger che conosco, mi sarebbe piaciuto commentare il post ma giustamente visto il degenero degli utenti i commenti sono stati chiusi.

Anche io, come molti, sono compiaciuto delle nuove impostazioni adottate per bloccare la scalata in classifica dei post natalizi, seppur sarebbe necessario un controllo preventivo (difficile da ipotizzare in questo momento) piuttosto che successivo.

Non sono però d’accordo che rientrino in questa selezione anche i contest, perchè seppur siano usati impropriamente, alcuni contest attivati da privati o da aziende, stimolano le conoscenze e le capacità delle persone, generando creatività gratuita.

Questa sottolineatura, tral’altro già in parte ripresa in un commento al post di gaspar, tengo a ribadirla perchè alcune operazioni non meritano di essere sottovalutate e anzi dovrebbero ottenere la maggior diffussione possibile.

Pensavo di porre in capo alla mia tesi questa frase:

..Internet non è il cavo, internet sono le persone, siamo noi che la usiamo..
Il fondamento dei nuovi media è la socialità dell’azione, quindi il rapporto che abbiamo con questa tecnologia…” Marco Montemagno – Intervento allo IAB Forum 2007 Milano “The internet – L’evoluzione dei media”

Non so se scriverla tutta o indicare solamente la seconda stringa. Trovo però che sia un ottimo stimolo di apertura alla tesi sul passaparola o WOM e il buzz marketing. Inizialmente pensavo di utilizzare anche la frase "i mercati sono conversazioni" tratti dal famoso Cluenstain Manifesto [ITA] che a primo impatto si addice di più ma…
1- questa seconda frase la riprendero certamente più ampiamente all’interno
2- mi piace poter aprire una tesi di laurea con una frase nostrana.

Voi cosa ne pensate?